La zia della piccola Beatrice, la bambina uccisa a Bordighera, ha deciso di rompere il silenzio parlando anche delle sorelline della vittima.
La storia e i dettagli tremendi emersi sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni uccisa a Bordighera, continuano a far parlare. A quattro mesi esatti dal decesso della bambina, la zia paterna, Sonia Rao, ha deciso di rompere il silenzio affidando le sue parole a La Stampa anche per esprimersi in merito alle sorelle della vittima.

Bambina morta a Bordighera: parla la zia
La zia della piccola Beatrice, morta a Bordighera, ha scelto di parlare e replicare alle notizie in merito ad un ipotetico poco interesse della famiglia verso le bambine e a quanto stavano vivendo: “È una cosa che ritengo fondamentale. Non si discute”, ha detto Sonia Rao alla domanda sul perché avrebbe chiesto di poter adottare le due sorelle più grandi di Beatrice che, dopo la morte della piccola, si trovano in una struttura protetta. “Noi non avevamo rapporti con la signora Aiello. Le bambine le vedevamo soltanto quando c’era mio fratello. Era lui a portarle dai nonni, a passare in negozio da me. Senza di lui non avevamo contatti”.
Il rapporto con la madre delle bambine
La donna ha spiegato di non aver mai avuto un feeling particolare con la madre delle bambine: “La madre delle bambine non mi ha mai sopportata. Lo diceva anche a mio fratello. Non c’era un motivo preciso, semplicemente non voleva la mia presenza”. E ancora: “Dall’agosto del 2025 non sentivo più le bambine. L’avrei fatto ma non avevo i loro numeri di telefono e lei (Manuela Aiello, ndr) mi aveva bloccato“.
“Quando Manuela Aiello mi incrociava in macchina o per la strada mi insultava, gesticolava. Come poteva esserci un dialogo? L’unico dialogo lo aveva con mio padre, era lui che mandava ogni mese l’assegno di mantenimento“, ha aggiunto la donna.